«Vitalizi, referendum inammissibili»
L’ex presidente della Corte costituzionale, Piero Alberto Capotosti, e un costituzionalista, Mario Bertolissi. Sono le “forze” messe in campo rispettivamente da Pd e Pdl sulla richiesta di referendum per abolire vitalizi e “buonuscite” di consiglieri e assessori regionali. Due “pezzi da 90” per un’unica conclusione: richiesta inammissibile. I due maggiori partiti di centrodestra e centrosinistra hanno richiesto i due pareri legali, da mettere a disposizione dell’Ufficio di presidenza del Consiglio, guidato da Edouard Ballaman (Lega) e composta da altre sei consiglieri regionali, che sarà chiamato a decidere per l’ammissibilità o meno della richiesta. Un’altra consulenza è invece quella voluta dalla giunta di Renzo Tondo, una valutazione tecnica elaborata dagli uffici regionali e anche questa da far avere a Ballaman&Co. I democratici hanno dunque puntato su Capotosti, professore ordinario di diritto costituzionale all’università “La Sapienza” di Roma, dal 1994 al 1996 vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, nominato giudice costituzionale dal presidente della Repubblica nel 1996 e poi, dal 10 marzo al 6 novembre del 2005, eletto presidente della Consulta. Il suo parere è già stato consegnato e depositato in Consiglio. Una spiegazione in 37 pagine per dettagliare due motivi su tutti secondo i quali le richieste di referendum non vanno accettate. Il primo. Vitalizi e buonuscite discendono da leggi costituzionali o, direttamente o indirettamente, di rango statutario. Il secondo. I due benefit sono norme che incidono sul bilancio del Consiglio regionale. In entrambi i casi il referendum abrogativo è uno strumento non ammesso. È ancora ufficioso, ma pronto per essere depositato in Consiglio, invece, il parere di Bertolissi, avvocato friulano, professore ordinario di diritto costituzionale all’Università di Padova, componente, su indicazione di Pdl e Udc, della Paritetica Stato-Regioni. A lui il Pdl si è rivolto per l’esame della questione e le sue conclusioni, anche queste sviluppate su un numero significativo di pagine, sarebbero le stesse. Così come quelle del terzo parere, voluto dalla giunta e realizzato “in casa”. Se però vitalizi e buonuscite dei consiglieri sembrano “blindati”, incerta e da approfondire è la parte che interessa gli assessori “esterni”, che godono dei benefit grazie a una norma del 2003 voluta dal governo di Riccardo Illy: da non eletti non sembrano essere inseriti, e quindi tutelati, da legge statutaria. Il comitato promotore dei referendum per eliminare i privilegi, che fa capo al coordinamento dell’avvocato udinese Gianni Ortis, martedì sarà a Trieste e alle mani di Ballaman affiderà le quattro richieste: due per abolire i vitalizi di consiglieri e assessori, che hanno un costo di circa 6 milioni di euro l’anno, e due per cancellare la buonuscita, che vale circa 10 mila euro lordi per ogni anno di mandato e per la quale ogni mese ciascun consigliere versa circa 550 euro lordi. Ciascuna richiesta di referendum dovrà essere corredata da almeno 500 firme, autenticate. L’Ufficio di presidenza avrà 30 giorni per decidere. E se dovesse decidere per l’ammissibilità, questa dovrebbe essere votata all’unanimità. Diversamente, la questione passerebbe al Consiglio, che avrebbe altri 30 giorni per decidere.
di Anna Buttazzoni
da "Messaggero Veneto" 11.07.2010
Solo in una repubblica delle banane come quella italiana il popolo non ha diritto di controllo e di revoca sui propri rappresentanti. Questo dimostra ancora una volta che ci troviamo in un regime di dittatura partitocratica
|