| Rassegna Stampa |
| 01/07/2010 |
| Carnia: elettrodotti, servitù e compensazioni |
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L’Enel e la Secab
Il signor Pierpaolo Lupieri nella rubrica Posta dei lettori del 16 giugno mi chiama in causa più volte con citazioni virgolettate di mie precedenti lettere completamente riscritte e stravolte. Rispetto le posizioni di Lupieri, non ho mai pensato di avere la verità in tasca, cerco di ragionare sulle cose, di valutarle con la mia testa e di crearmi un’opinione. Lupieri scrive: «Chi autorizza Cercivento a decidere in mio nome? Chi autorizza quella comunità a porre il macigno su Tolmezzo e sui suoi complessi industriali?». Alla stessa stregua si potrebbe rovesciare la domanda: «Chi autorizza Tolmezzo a decidere per tutti gli altri Comuni (non solo Cercivento quindi) contrari alla versione aerea del ventilato elettrodotto privato Würmlach-Somplago?». La storia dello sfruttamento delle risorse in Carnia è nota a tutti e ancor di più sono noti i lauti benefici concessi, vale per tutti l’esempio della Sade. Si può anche optare, per salvare il precario equilibrio occupazionale, di distruggere completamente il territorio per sfruttarne al massimo le risorse e gli spazi fregandosene altamente degli indigeni. Ritengo però che la gente abbia eletto i propri rappresentanti non certamente per queste azioni d’imperio. Rispetto profondamente chi ha scelto all’inizio degli anni Ottanta per «sante scugne» (come dice il Lupieri) di inurbarsi nella capitale della Carnia, ma stimo maggiormente chi ha deciso di rimanere a vivere nei paesini sobbarcandosi, oltre agli altri, il disagio e il costo del pendolarismo giornaliero. Per quanto concerne il ventilato elettrodotto, sembra che la sua realizzazione sia la panacea di tutti i mali odierni dell’economia non solo della Carnia, ma anche del Friuli. Non è il caso di dare il via a un serio piano regionale dell’energia per capire effettivamente le reali esigenze? Non si raccontava che con la messa in funzione della centrale di Torviscosa si sopperiva ampiamente alle esigenze “energivore” regionali? Ma c’è un ma: le aziende hanno bisogno di energia a basso prezzo. Nell’Alto But questo avviene grazie alla Secab. Qualcuno mi può cortesemente spiegare come fa la Secab (Società cooperativa di produzione e distribuzione energia nell’Alto But) ad applicare ai suoi soci prezzi oltremodo concorrenziali rispetto all’Enel? Se lo fa la Secab come mai un tanto non lo riesce a fare l’Enel? Perché, per esempio, non unire in qualche modo valido, con una scelta politica seria, i produttori di energia della Carnia ed estendere i benefici tipo Secab a tutto il territorio? Alla luce anche delle ultime notizie in merito ai nuovi progetti della Centrale di Somplago rimango sempre più convinto che la nascita di vari comitati sia una naturale conseguenza della mancata sintonia tra popolo e politici democraticamente eletti nelle istituzioni. E questo stuolo di «rivoluzionari», come scrive il Lupieri, non è formato solo da pensionati e studenti, ma anche da gente comune che vuole difendere il territorio in cui vive.
di Celestino Vezzi
da "Messaggero Veneto" 30.06.2010
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