Il Friuli si schiera a fianco del rettore dell’ateneo, Cristiana Compagno, che in un anno e mezzo ha messo in sicurezza il bilancio risparmiando oltre 2 milioni di euro. Fra i primi a mobilitarsi c’è la Provincia di Udine che vuol sgravare l’università dai costi delle manutenzioni degli immobili assumendosi l’onere come fa per le scuole superiori, mentre il Consorzio universitario potrebbe allargare la componente sociale ai privati per contribuire in modo massiccio allo sviluppo dell’ateneo. Le istituzioni condividono dunque l’appello del rettore e sono pronte a fare la loro parte per rafforzare il patto siglato nel 2008, assieme alla Chiesa friulana. A ribadirlo è il presidente della Provincia, Pietro Fontanini, che senza mezzi termine plaude al lavoro fatto dal rettore per tenere sotto controllo le spese. In effetti Cristiana Compagno, in un anno e mezzo, operando con il bisturi, ha ridotto il disavanzo dell’amministrazione centrale di 2 milioni 80 mila euro, quintuplicando l’obiettivo concordato con il ministero. «A questo punto – insiste Fontanini – manca da risolvere il problema con il governo». Un problema non da poco visto che l’importo del sottofinanziamento (8,9 milioni) supera quello del disavanzo sceso a 7,7 milioni di euro. Questo significa che se l’università avesse in cassa i soldi che deve avere dal ministero, registrerebbe un avanzo di amministrazione. E così, in attesa che il governo riconosca gli sforzi fatti dall’università di Udine, Fontanini indica due strade. «La prima è quella del rilancio del patto per l’università con un ruolo che potrebbe svolgere il Consorzio universitario del Friuli, allargando la sua componente sociale» spiega il presidente leghista, secondo il quale nella compagine sociale del Consorzio potrebbero entrare anche le categorie economiche o la Camera di commercio. La seconda strada, invece, è quella «della legge regionale sul finanziamento al sistema universitario regionale, al momento accantonata, dove bisogna riconoscere la perequazione tra Udine e Trieste. Bisogna chiedere alla Regione di risolvere la disparità di trattamento». La Provincia, però, non mancherà di fare la sua parte. «Stiamo analizzando la possibilità di fare la manutenzione ordinaria degli immobili, come già facciamo per le scuole superiori, per sgravare l’università da questo onere» afferma Fontanini nell’ammettere di non capire «perché gli universitari devono interessarsi di edifici». Il progetto sarà analizzato da una commissione composta dai tecnici di palazzo Belgrado e palazzo Florio. A incoraggiare Fontanini su questa strada è l’onorevole Giorgio Santuz, componente esterno del Cda dell’ateneo in rappresentanza del Consorzio universitario. «Non sarà facile neanche per la Provincia reperire i fondi, ma se riuscirà a farlo sarà una grande cosa» afferma l’onorevole che, a suo tempo, si è battuto per l’istituzione dell’università friulana e della facoltà di Medicina. Santuz condivide pure «l’idea di allargare la compagine sociale del Consorzio per dare sostanza al patto del 2008» e il lavoro fatto da Compagno: «Ha tagliato le spese - dice - in modo intelligente e oculato. Ho condiviso in pieno questo lavoro, ma ora serve un intervento esterno positivo»
di Giacomina Pellizzari
da "Messaggero Veneto" 21.06.2010
«Il nostro rigore va riconosciuto»
«Il nostro rigore va riconosciuto in termini di perequazione e di stabilità finanziaria». Il magnifico rettore dell’università friulana, Cristiana Compagno, dopo aver messo in sicurezza il bilancio, sa bene che per consolidare la fase di sviluppo dell’università adesso serve il contributo di tutti. E il Friuli risponde subito all’appello, come scriviamo ampiamente in questa pagina, assicurando il suo appoggio. Ovviamente, il rettore apprezza perché - spiega - «credo che nelle fasi di crisi sia necessario più che mai avere visioni e progetti per creare una grande forza di sistema». L’obiettivo, insomma, è quello di unire le forze per garantire lo sviluppo dell’università voluta dalla gente che ha raccolto le firme sulle macerie del terremoto. Un’università giovane, quindi, ma con tutte le carte in regola per pretendere di essere valutata in base al merito sia dal ministero che dalla Regione. Questi concetti saranno ribaditi anche domani dal rettore nel corso dell’assemblea generale d’ateneo convocata, nell’aula magna di piazzale Kolbe, dalle 10 alle 13, per illustrare i probabili effetti della riforma Gelmini. Durante l’incontro sarà affrontata pure la questione della figura del ricercatore destinata a sparire proprio per effetto della riforma. «L’università di Udine – ha già chiarito nelle scorse settimane il rettore – è stata tra le prime in Italia, forse l’unica, a votare all’unanimità la mozione della Crui (Conferenza dei rettori) che prevede percorsi di reclutamento di professori associati destinati ai ricercatori a tempo indeterminato»
da "Messaggero Veneto" 21.06.2010
Quest' anno dalla Regione nemmeno un euro
«Ho sempre detto che il ministero non è stato in grado di risolvere il problema della valutazione dell’università. Io sono entrato in politica perché il governo Berlusconi, già prima con il ministro Moratti, aveva causato un disastro e ora lo sta facendo di nuovo». Sono le parole dell’ex rettore e attuale sindaco, Furio Honsell, che anche con la fascia tricolore addosso continua a difendere l’ateneo friulano. Riprende il discorso da dove l’aveva lasciato, vale a dire dalla necessità di valutare e quindi di finanziare le università per quello che fanno, ben sapendo che Udine non teme la concorrenza a tale riguardo. «È lì che bisogna agire» ripete il sindaco puntando il dito anche contro la Regione «perché da quanto mi risulta – sono sempre le sue parole – quest’anno non ha dato un euro per l’edilizia». Il primo cittadino, infatti, insiste a dire: «La Regione deve continuare a garantire quello che dava in passato» ricordando che lui, da rettore, ha sempre pagato gli interventi edilizi con i fondi regionali. Honsell, insomma, non accetta che il ministro Tremonti continui ad attuare tagli lineari sull’università e che la Regione venga meno agli impegni precedenti. «Noi non ci tireremo indietro, continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto» continua Honsell in veste di sindaco, escludendo però di riuscire a elargire maggiori fondi all’università. Anche perché il bilancio comunale, a seguito dei tagli applicati dalla Regione, è ingessato sulle spese fisse. «Ci sono tagli sul sociale, sulle scuole, e per dare all’università dovremmo far venir meno aiuti alle famiglie meno abbienti» spiega il primo cittadino, nel ricordare che gli altri Paesi, a differenza dell’Italia, puntano sull’università e sulla ricerca scientifica. «Il governo Berlusconi che non punta sulla ricerca è miope» ribadisce l’ex rettore dell’ateneo friulano evidenziando, ancora una volta, la grave situazione in cui si trova il sistema universitario italiano. Il Comune di Udine, assieme a tutte le istituzioni friulane capeggiate dalla Chiesa, nel 2008 ha sottoscritto il patto per l’università friulana. Il documento che, rinnovando i principi e i valori fondativi dell’università territoriale, sollecita la modifica dei criteri di assegnazione del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) ancora impostati sulla fotografia storica scattata nel 2001, e chiede alla Regione di soccorrere l’università con una legge ad hoc. Una legge in discussione in consiglio attraverso la quale, secondo la Lega Nord, si può arrivare a perequare il forte sottofinanziamento statale che penalizza lo sviluppo dell’ateneo friulano. (g.p.) Adesso, a un anno e mezzo da quella storica firma, posta a trent’anni dall’istituzione dell’università voluta dalla gente, il Friuli torna a mobilitarsi per sostenere l’istituzione che contribuisce allo sviluppo economico dell’intera regione e a favorire dinamiche molto innovative e sostanziali anche in città.
da "Messaggero Veneto" 21.06.2010
«L ateneo è ostaggio della Lega partito di lotta e di governo»
«Raccogliamo e facciamo nostro l’appello lanciato dal rettore dell’università di Udine sui pesanti tagli di risorse che i provvedimenti approvati dal governo Berlusconi hanno determinato a partire dal 2008 nel sistema universitario e in quello della ricerca». È l’impegno dell’onorevole Ivano Strizzolo (Pd) nei confronti dell’ateneo friulano, che non esita a definire «ostaggio alla Lega Nord». Il motivo? «La Lega a livello nazionale approva i tagli ai fondi, poi in sede locale, con un suo parlamentare, Udine viene costantemente pressata con la reiterata promessa di nuovi finanziamenti già da più di un anno», spiega Strizzolo secondo il quale «è intollerabile che la Lega continui a fare il partito di governo e di lotta. Questo – insiste il parlamentare del Pd – è un modo per tenere in ostaggio le istituzioni universitarie e di ricerca, costrette a subire iniziative di pura propaganda come è avvenuto nella conferenza stampa promossa sabato dal rettore, Cristiana Compagno, in cui è intervenuto il senatore Mario Pittoni, senza che vi fosse la possibilità per altri parlamentari di esporre le iniziative assunte in favore della università e della ricerca e a sostegno di quella di Udine». «Conoscendo e apprezzando gli enormi sforzi che gli atenei di Udine e di Trieste – rincara il deputato – sono costretti a fare per garantire un accettabile livello dei servizi agli studenti, il Pd del Friuli Venezia Giulia con tutti i suoi parlamentari ribadisce l’impegno a mettere fine a questo miope atteggiamento del centro-destra verso la scuola, l’università e la ricerca che rappresentano il futuro per il nostro Paese. Atteggiamento ripetuto con l’ultimo decreto che ha tagliato diversi enti e istituzioni di ricerca senza un preventivo e serio approfondimento della effettiva importanza e utilità degli stessi».
da "Messaggero Veneto" 21.06.2010
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