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Rassegna Stampa
08/03/2010
La Camera dei deputati ha approvato la soppressione degli Ato rifiuti e degli Ato idrici.

Nella ratifica del cosiddetto decreto Ronchi sugli enti locali alla Camera (intitolato “interventi urgenti per enti locali e regioni”), è stato infilato nel testo un emendamento presentato da Lega Nord che elimina con un tratto di penna gli Ato (ambiti territoriali ottimali) dell’acqua e dei rifiuti. Le funzioni passeranno alle regioni. L’iter della legge si concluderà al Senato.
Scompaiono anche gli organi territoriali, deputati al controllo dell’operato dei vari gestori dei servizi.
Come spiega l’emandamento, nuove autorità dovranno essere designate dalla Regione di appartenenza.
La fine degli Ato porterà ad un’ulteriore esclusione dei sindaci dai luoghi di decisione. Anche se negli Ato i sindaci rappresentano la popolazione. Si tratta di un altro passo verso la privatizzazione dell’acqua, la sua definitiva mercificazione.
Intanto i movimenti per l’acqua pubblica hanno deciso di manifestare a Roma il prossimo 20 Marzo. A questa iniziativa seguirà una raccolta firme per promuovere tre referendum abrogativi di tutte quelle norme che hanno privatizzato l’acqua in Italia (fra cui l’art. 15 del DL 135/09 – legge 166/09).
Nel frattempo i Comuni che si dichiarano contrari alla privatizzazione del servizio idrico, dovranno inserire nel proprio statuto una specifica formulazione che definisca il servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.
“La notizia è sconcertante - ha dichiarato ad Agipress Oreste Giurlani, presidente di Uncem Toscana, che rappresenta 160 piccoli comuni montani - perchè è arrivata come un temporale improvviso vanificando tutti gli sforzi che stiamo facendo per rendere sempre più vicina alle esigenze delle popolazioni la gestione degli ATO. Spero che il Senato possa rivedere tale impostazione cancellando quell’emendamento. La manifestazione di Roma potrebbe aiutare a risolvere la questione”.

da "Agpress" 08.03.2010


 

  
 
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