Oggi lo spazio dei nostri comunicati viene dedicato ad una inchiesta sulla centrale Edipower di Somplago. Ringraziamo Alessandro Cecchini per il matriale raccolto.
Lago di Cavazzo – Il silenzio d’oro
Dopo mesi di battaglie in difesa del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni, dopo migliaia di firme raccolte contro l’ennesimo sopruso in danno della nostra terra, ecco di colpo la notizia che è alla firma del Ministero dell’Ambiente il parere positivo sui lavori di potenziamento della Centrale di Somplago. Strane sensazioni di una tattica silente ma ben definita a tutti i livelli fatta di: calcolati silenzi, studiati ritardi, ancor più studiate e mirate informazioni alla popolazione, il rifiuto dei Sindaci a revocare pareri a suo tempo dati, l’iniziale rifiuto a prescindere su qualsiasi altra valutazione tecnica che non fosse targata Edipower, le tardive e recenti deliberazioni comunali con cui si chiedeva quasi timidamente alla Regione ulteriori studi, il continuo rimpallo delle responsabilità tra Sindaci e Regione, già ci aveva fatto presagire un colpo del genere. Si pensi che solo ieri la Regione comunicava ai Sindaci, a mezzo stampa, che non vi erano fondi a disposizione per altre valutazioni del progetto! Ci rifiutiamo di credere che importanti esponenti politici non conoscano la L.R. 43/1990 art. 4 ed il successivo regolamento di attuazione del 1996, che dispone a carico dei richiedenti gli oneri per ulteriori studi che, nel nostro caso, coprirebbe una spesa fino a 450.000,00 €. Rifiutiamo di credere anche, come disse Tito Livio che: “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”- vale a dire: Mentre a Roma si discute Sagunto è espugnata: vero De Anna? VeroTondo? In attesa di conferme anche sulla correttezza procedurale fin qui tenuta, posso solo dire che la battaglia per noi dei comitati non è finita! Incalzeremo ora con più forza Comuni e Regione che ancora possono agire perché compiano il loro dovere con trasparenza. Denunciamo comunque fin d’ora che, sui Sindaci e sulla nostra Regione, grava un pesante giudizio negativo sia politico che personale, soprattutto per l’estrema superficialità, la quasi non curanza e la poca trasparenza con cui questo problema è stato fin’ora affrontato: e ciò sin dall’inizio. Noi dei comitati ci impegneremo ancora affinché le oltre novemila firme raccolte contro lo scempio che si vuol compiere non vadano perse, diventino in futuro molte di più, abbondanti e, se del caso, pesanti come il fango che ci vogliono regalare per riversarle anche nelle urne elettorali.
di Dino Rabassi 16.06.2010
Centrale Edipower, la visione dei comitati
CAVAZZO CARNICO - Sul raddoppio della centrale Edipower, la discussione non si placa nella Val del Lago e il Comitato per la difesa e lo sviluppo del lago torna a farsi sentire questo fine settimana, insieme con il Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento, con un nuovo incontro-dibattito, in programma stasera alle 20 nella sala del consiglio comunale. Nell'occasione ci sarà la presenza dei due geologi Roberto Cella e Dario Tosoni che affronteranno il tema "Criticità geologiche sul progetto di potenziamento della centrale di Somplago". Con loro, anche l'ingegner Dino Franzil che invece interverrà sul tema "Potenziamento della centrale di Somplago: ingegneria industriale o semplice speculazione?". Indicative le affermazioni di Dino Franzil, che nei riguardi del "riciclaggio idrico" (tecnica che consiste nel pompare l'acqua da un bacino inferiore ad uno superiore per produrre energia, come appunto prevede il progetto di raddoppio) osserva che in realtà non si tratta di un sistema per la produzione di energia rinnovabile «perché - spiega - non è tale in quanto necessita di corrente elettrica sporca proveniente dalle centrali termoelettriche che usano combustibili fossili. Per questo motivo non dovrebbe usufruire nemmeno dei contributi statali che invece arrivano a mezzo dei certificati verdi, grazie ad una iniqua legge energetica». «Fatti quattro conti - dice ancora Franzil - sulla base dei tabulati delle emissioni, citati nella relazione tecnica dell'azienda, si deduce che per produrre 353 Gwh/A, di energia elettrica "sporca", necessari alle pompe, si consumano 81.500.000 metri cubi di metano nelle centrali a gas e le centrali a carbone emettono 271.000 t di CO2. Inoltre, oltre al metano occorre acquistare anche 365.000 t di carbone e che la loro combustione emette in atmosfera oltre a 6 miliardi di m cubi di fumi contenenti circa 500.000 t d'inquinanti vari: circa il 95% di Co2 responsabile dell'effetto serra, composti producenti particolato PM10, nanopolveri cancerogene, benzene, formaldeide, ammoniaca, metano e restano da smaltire 15,000 t di ceneri». Il dibattito sarà trasmesso nella settimana successiva da Radio Onde Furlane.
da “Il Gazzettino” 11.06.2010
Alcuni punti fermi sul riciclaggio idrico
Stanco di sentire eresie speculative che offendono la scienza e danneggiano cittadini e ambiente, ho deciso di illustrare qual è la verità sul “riciclaggio idrico” finalizzato alla produzione di energia elettrica. I riciclaggio è una soluzione tecnica che consiste nel pompare l’acqua da un bacino inferiore a uno superiore per poi farla ricadere sulle turbine idrauliche e produrre energia elettrica. Preciso subito che il riciclaggio è un sistema improprio e non dovrebbe essere annoverato fra le fonti di energia rinnovabile, perché non è tale in quanto necessita di corrente elettrica “sporca” proveniente dalle centrali termoelettriche, che usano combustibili fossili. Per questo motivo non dovrebbe usufruire nemmeno dei contributi statali che invece arrivano a mezzo dei certificati verdi, grazie a un’iniqua legge energetica. Inoltre, non è tollerabile l’affermazione udita in varie sedi: «Il riciclaggio è un sistema idraulico tecnicamente valido e non inquinante»! Primo: se fosse valido, non avrebbe una perdita minima di sistema pari al 40%, comprovata anche dal bilancio energetico. Secondo: il “non inquinante”, la ritengo un’affermazione, a dir poco, falsa. Infatti le turbopompe sono azionate da corrente elettrica e l’energia necessaria non può provenire da impianti idraulici, perché, altrimenti, la perdita sarebbe totale, in quanto non esiste il moto perpetuo, e l’operazione ridicola. Nel caso della centrale di Somplago, fatti quattro conti sulla base delle dichiarazioni sul risparmio energetico e sui tabulati delle emissioni citati nella relazione tecnica dell’azienda, si deduce che per produrre 353 Gwh/a di energia elettrica “sporca”, necessari alle pompe, si consumano 81.500.000 metri cubi di metano nelle centrali a gas e le centrali a carbone emettono 271.000 tonnellate di CO2. Ma sulla base di studi accreditati italiani e americani, valutando conseguenze e provenienze dei due elementi citati, risulta che, oltre al metano, occorre acquistare anche 365.000 tonnellate di carbone la cui combustione emette in atmosfera oltre 6 miliardi di mc di fumi contenenti circa 500.000 tonnellate d’inquinanti vari: circa il 95% CO2, responsabile dell’effetto serra, composti di SO2 - NOX producenti particolato Pm10, nanopolveri cancerogene, benzene, formaldeide, ammoniaca, metano e restano da smaltire 15.000 tonnellate di ceneri. Tutto questo, secondo certi “illuminati”, non sarebbe inquinamento! Ora, ho il dovere di sottolineare che per questa strada andiamo contro il protocollo di Kyoto, il quale ci impone di ridurre l’inquinamento di circa il 7% entro il 2012, altrimenti il contribuente “Pantalone” dovrà pagare 5 miliardi di euro l’anno! Vista la crisi, niente di meglio! Tutto questo per produrre circa 1/1.200 del fabbisogno energetico italiano, cioè ben poca cosa, se rapportato al danno globale che ne consegue. Indigna sentir proclamare: «Il riciclaggio migliora le forniture elettriche e non danneggia l’ambiente, anzi, lo stabilizza e quindi lo migliora»! Orbene, che possa migliorare il servizio, non ci piove, ma si ricordi che vi sono anche le fonti rinnovabili che possono fare altrettanto senza inquinare. Dire che il riciclaggio non danneggia l’ambiente è veramente da spudorati. La verità è che l’idrodinamica del “pompaggio e ritorno” necessita della movimentazione di grandi volumi d’acqua associati a forti escursioni di livelli nei bacini. Tornando al lago dei 3 Comuni, entrerebbero in gioco non meno di 3,2 milioni di mc/giorno, che sarebbero associati a un saliscendi di livello idrico di oltre 25 metri nel bacino Ambiesta, sempre sulla base dei dati desunti. Invece, nel lago dei 3 Comuni, si produrrebbe un’escursione giornaliera di 2,5 m con un incremento di 1,25 m al di sopra del livello massimo finora gestito. Ambiesta sarebbe svuotato in otto ore con una portata di 111 mc/secondo e il pelo d’acqua scenderebbe a circa 3,5 m/ora, aumentando del 70% l’attuale velocità di svuotamento. Il lago, invece, con 5 turbine in azione, subirebbe un rimescolamento totale del suo volume di 14.450.000 mc a una velocità ben 3,3 volte maggiore di quella attuale, cioè in soli tre giorni! Tutti questi sistemi energetici, dovunque realizzati, presentano problemi ambientali simili che risultano sempre e comunque dannosi per la gente e per l’ambiente. Anche nei nostri bacini le grandi escursioni idriche portano al dissesto idrogeologico con frane, smottamenti ed erosioni delle sponde, con formazione di gran quantità di fanghi a causa del rimescolamento e del dilavamento continuo delle coste. In genere, i fanghi finiscono a valle accelerando l’intasamento del bacino fino a rendere inservibile il riciclaggio, che nel contempo ha provocato disastri. La vita e il microclima cambiano. Con il riciclaggio il lago dei 3 Comuni, come la valle, subirebbe un sensibile raffreddamento. Basandosi su studi precedenti e sull’entità del rimescolamento idrico, si può affermare che la temperatura massima dell’acqua non supererebbe i 10-12°, quindi il lago diverrebbe di tipo alpino con nessuna possibilità di balneazione, aumento della pericolosità e grave danno alle infrastrutture e ai servizi esistenti. In breve, la vita lacustre scomparirebbe, impedita nella riproduzione dal saliscendi idrico, dalla bassa temperatura e dalle trasformazioni biochimiche e alimentari dell’acqua. L’escursione di 2,5 m del pelo d’acqua creerebbe una battigia di oltre 500.000 mq da cui esalerebbero gas nocivi, maleodoranti, a causa della putrefazione di organismi animali e vegetali impossibilitati ad ambientarsi. Un tempo il lago era più profondo, sul fondo pare vi sia più di una quindicina di metri di fango in base a quanto dichiarato da ricercatori sommozzatori una ventina d’anni or sono. Comunque sia, un eventuale riciclaggio con un riflusso di oltre 40 mc/secondo nel bacino dell’Ambiesta, farebbe passare il sistema a regime turbolento per cui l’acqua sarebbe ancora più sporca. Dalle mie valutazioni basterebbe meno di mezzo grammo per litro, ossia acqua d’un beige chiaro, per depositare ben 800 mc/giorno di fango, e fare scomparire il lago in 50 anni! A questo punto rimarrebbe solo un canale di acqua torbida circondato da sabbie mobili e canneto su un territorio di oltre un milione di metri quadrati di bagnasciuga inospitale dal quale esalerebbero gas puzzolenti e nocivi derivanti da continua putrefazioni. Tutto ciò andrebbe a scapito della vivibilità di tutta la valle e non solo delle abitazioni viciniori. Spero e mi auguro che tutto ciò faccia meditare. Per equità, devo anche dire che le aziende hanno diritto a sfruttare le opportunità finanziarie, che sono loro offerte da una legge fatta in loro favore. Ritengo quanto detto un contributo sociale, poiché l’indifferenza del cittadino è dannosa. Chiudo con un invito a tutte le autorità, con a capo l’egregio nostro presidente Tondo, a non trascurare queste mie considerazioni, ma a farle diventare motivo di riflessione prima di decidere la scomparsa del nostro lago dei 3 Comuni, divenuto a rischio a causa del maledetto dio denaro. Ultimo monito, dall’ambiente pianeta. Disponiamo solo dell’1% di acqua potabile. Il 30% della popolazione subisce desertificazione e carenza idrica. I ghiacciai si ritirano e in Asia si costruiscono bacini di riserva. La popolazione mondiale aumenta e il fabbisogno di acqua potabile cresce esponenzialmente. Fra breve vi saranno emigrazioni e guerre per il bere, già vi sono i sentori. Stiamo ben attenti a non distruggere ciò che per i nostri nipoti potrebbe essere fonte di sopravvivenza! Meditate, lettori, meditate.
di Dino Franzil
da “Messaggero Veneto” 4.06.2010
SOMPLAGO E I CERTIFICATI VERDI
Dagli incontri di Cavazzo e Verzegnis mi sembra (vedi video su Youtube) che gli ingegnieri di Edipower affermarono che non loro non hanno ottenere i certificati verdi. Il documento di presentazione Edipower dd 28.10. 2009 mi sembra che dica il contrario. --- Allego significato dei certificati verdi: - la produzione attuale NETTA è di 405 GHW - la produzione (secondo il progetto) FUTURA NETTA sarà di 324 GHW (324 = 677 GHW (Energia RINNOVABILE lorda) - 353 (Energia NON RINNOVABILE consumata per il pompaggio))
Quindi produranno il 20 % dell'attuale produzione consumando 353 GHW di energia non rinnovabile.
In base al decreto bersani viene incentivata la produzione lorda e non netta di energia rinnovabile (però è contrario alle normative europee per la tutela dell'ambiente): http://www.bcp-energia.it/normativa_energia_rinnovabili_it.php Testo citato: "Per incentivare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili il Decreto Bersani prevede per li operatori che importano o producono energia elettrica da fonti non rinnovabili, l'obbligo di immettere nel sistema elettrico nazionale una percentuale di energia rinnovabile pari, attualmente, al 2% dell'energia non rinnovabile eccedente i 100 GWh prodotti o importati nell'anno di riferimento."
Parlando di certificati verdi (sempre nel stesso sito): "Dà attuazione all'articolo 11 del Decreto Bersani introducendo i Certificati verdi "CV" (1CV è pari a 100MWh) quale nuovo sistema di incentivazione di mercato della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. I Certificati Verdi sono associati direttamente all'energia elettrica prodotta annualmente da impianti alimentati da fonti rinnovabili entrati in esercizio, a seguito di nuova costruzione, potenziamento, rifacimento e riattivazione in data successiva al 1° Aprile 1999. Si tratta di titoli negoziabili sul mercato elettrico emessi e verificati dal GRTN. Ne deriva che gli operatori possono adempiere all'obbligo di immissione nel sistema elettrico di energia rinnovabile con le seguenti modalità: -producendo direttamente energia rinnovabile; -acquistando un numero corrispondente di Certificati Verdi dal GRTN; -acquistando un numero corrispondente di Certificati Verdi da altri produttori mediante contratti bilaterali o contrattazioni sul mercato elettrico."
Quindi la Centrale di Somplago produrà 677 GHW di energia rinnovabile = 677000 CERTIFICATI VERDI (1 GWh = 1000 MWh // 1 certificato ogni Megawatt)
però non viene tenuto presente il mutamento dello stato delle rive, della flora, della fauna e dell'economia del lago di Cavazzo.
Quindi calcolando il valore dei certificati verdi del 2009 (da verificare): http://www.rinnovabili.it/certificati-verdi-fissato-il-prezzo-per-il-2009-401180
677000 x (dai 90 ai 100 euro a Certificato) = dai 60 MILIONI ai 67 MILIONI di valore di produzione (ANNUALE???) futura (con i certificati verdi)
Mentre con l'attuale la produzione con i certificati verdi è di:
405000 x (dai 90 ai 100 euro a Certificato) = dai 36 MILIONI ai 40 MILIONI di valore di produzione (ANNUALE???) attuale
Quindi: Il valore della produzione (utile - ANNUALE???) per i certificati verdi è di:
- VALORE ATTUALE: dai 36 MILIONI - VALORE DI PROGETTO: dai 60 MILIONI
Quindi quasi il doppio però non tenendo conto delle ricadute nell'ambiente (lago di Cavazzo) in termine di erosione sponde, flora, fauna, turismo.
I certificati verdi hanno valore se non mutano "sostanzialmente" l'ambiente altrimenti non sono certificati verdi....
---------- PROTOCOLLO DI KYOTO: http://www.decaservice.net/energie-rinnovabili/protocollo-di-kyoto
---- Un altro aspetto IMPORTANTE: fino ad ora si è parlato di 1 metro per il lago di cavazzo invece è riportato 2,5 Metri nello schema di sintesi.
e 10 metri per lago di Verzeghis e non di 9 metri.
Un raggionamento per la produzione è (da verificare): che se per produrre 100x di energia: - spendono 130x di energia (con CO2) per l'ora di massima richiesta "ora di punta" (con il pompaggio) quindi tanto vale come produrre 80x come adesso (senza CO2) (quindi non producendo C02, CAMBIAMENTI ALL'AMBIENTE, TURISMO, ECONOMIA, SOCIETA',FLORA,FAUNA, ETC.)
Un altro discorso è che l'energia prodotta considerata "sprecata" (es. in quanto non prodotta in orario di punta (es. notte): NON PUO' ESSERE RIUSATA PER IL POMPAGGIO. In quanto l'energia non è immagazzinabile. L'energia quindi (a bassa richiesta commerciale come quella notturna) non è usata per pompare oppure "non è sufficiente" per il pompaggio. Quindi per il pompaggio si è obbligati ad usare energia prodotta con fonti produttrici di CO2.
di Cecchini Alessandro 04.06.2010
PIÙ OMBRE CHE LUCI NEL POTENZIAMENTO DELLA CENTRALE IDROELETTRICA DI SOMPLAGO
Venerdì 30 aprile presso il centro sociale di Alesso si è svolta una serata organizzata dal Comitato Tutela Lago sul tema del potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago. La serata, ha visto l’intervento dell’Ing. Dino Franzil che ha relazionato sugli aspetti impiantistici ed idraulici del progetto mentre i geologi Roberto Cella e Dario Tosoni ne hanno evidenziato le criticità geologiche. Il progetto di potenziamento della centrale prevede l’installazione di due nuove turbine che si aggiungeranno alle tre esistenti e la costruzione di una nuova galleria di adduzione parallela a quella esistente. Franzil ha evidenziato che le portate turbinabili dopo il potenziamento (fino a 110 metri cubi al secondo) unite ai volumi modesti dei laghi di Verzegnis e dei Tre Comuni comporteranno con molta probabilità oscillazioni di livello dei laghi ben più ampie rispetto a quelle previste in sede di progetto (9 metri per il bacino di Verzegnis e di 1 metro per il lago dei Tre Comuni). La movimentazione giornaliera di grandi quantità d’acqua produrrà inoltre un incremento di torbidità delle acque ed il conseguente aumento della velocità di riempimento del lago dei Tre Comuni, la cui profondità media è di soli 12 metri, senza contare gli enormi danni a carico della fauna ittica che l’intorbidimento delle acque può provocare.
Numerose sono le criticità del progetto messe in evidenza dai geologi Roberto Cella e Dario Tosoni. Tra queste, le condizioni di stabilità del pendio dove sarà depositato il materiale di scavo della nuova galleria di adduzione e la possibile interferenza tra questa e le sorgenti del Rio Vat da cui attingono gli acquedotti degli abitati di Mena, Bordano e Interneppo. L’acqua che alimenta queste sorgenti non è infatti di origine superficiale ma è legata alla presenza di un circuito carsico profondo, che la galleria in progetto potrebbe intercettare e drenare, lasciando così le sorgenti all’asciutto. Da non sottovalutare, infine, il problema della stabilità delle sponde dei laghi di Verzegnis e dei Tre Comuni, fortemente sollecitate dalle variazioni giornaliere del livello dell’acqua previste nel progetto di potenziamento. PARTE ELIMINATA DAL MESSAGGERO VENETO: Sulla base di quanto esposto dai relatori sembra evidente la necessità di approfondire con studi specifici le problematiche evidenziate, in modo da comprendere a fondo gli effetti che l’ampliamento della centrale produrrà sul territorio di Verzegnis e della Val del Lago, a tutela di chi ci abita e di chi frequenta questo meraviglioso angolo della nostra regione. Dal risultato di questi studi ne potrà derivare una attenta e ponderata analisi del rapporto costi/benefici delle opere in progetto che indurrà sicuramente gli organi decisionali ad interrogarsi sulla effettiva necessità di un intervento così impattante in termini ambientali e sociali.
di Dario Tosoni 21.05.2010
Ente Tutela Pesca del Friuli Venezia Giulia - Osservazioni sul progetto di realizzazione di un nuovo impianto idroelettrico reversibile nella centrale di Somplago (Cavazzo Carnico)
Il Lago di Cavazzo ha subito profondi cambiamenti in seguito alla realizzazione della centrale di Somplago, il cui scarico di acque fredde di provenienza alpina ha determinato una significativa diminuzione della temperatura del bacino ed una diminuzione del livello di ricchezza trofica del lago. Il bacino si è trasformato da temperato caldo in un bacino freddo. Tali mutamenti sono stati all'origine della scomparsa di alcune specie ittiche il cui valore, oltre che ecologico, risultava essere commerciale. A riprova di questo si consideri che nel Lago di Cavazzo l'attività di pesca di mestiere cessò proprio dopo la messa in esercizio della centrale idroelettrica di Somplago. L'attuale assetto ecologico del lago, già alterato dall'impianto esistente, è caratterizzato da variazioni di livello relativamente lente. Il progetto presentato implica una variazione di livello che dovrebbe essere giornaliera su un intervallo compreso fra le quote 192,90 e 195,40 metri slm (quote di impianto SADE). La differenza di livello estrema sarebbe dunque pari a 2,50 metri. Il principale problema relativo alla fauna ittica in presenza di oscillazioni di questa ampiezza è costituito dalla diminuzione di disponibilità di habitat riproduttivi e di nursery per le specie legate ad ambienti sottoripari, sia con substrato minerale che in habitat rappresentati da vegetazione sommersa od emergente. Le oscillazioni di livello su 2,50 m sono superiori a quelle che possono essere osservate nelle aree fluviali di foce dove è presente l'effetto della marea. In presenza di forti oscillazioni di livello potrebbero essere effettivamente favorite formazioni di canneto a Phragmites australis, mentre le idrofite sommerse non potrebbero occupare la fascia più vicina alle rive. In fase riproduttiva le specie di pesci che utilizzano per la deposizione delle uova la vegetazione sommersa, o la porzione sommersa delle elofite, sarebbero gravemente sfavorite da un'accelerazione delle variazioni di livello, che renderebbe sostanzialmente inutilizzabile tutta la fascia sottoriparia del lago. Variazioni di livello lente possono consentire (come in effetti accade) la riproduzione di alcune specie, come Perca fluviatilis (persico reale), Esox lucius (luccio) o Cyprinus carpio (carpa). Un aumento di frequenza delle oscillazioni sfavorirebbe sia la deposizione delle uova che il loro sviluppo e la sopravvivenza degli stadi giovanili dei pesci. Aumenterebbe infatti la frazione di uova ed avannotti che morirebbero per le condizioni di asciutta, mentre gli stadi mobili sarebbero costretti a migrazioni continue che li renderebbero maggiormente esposti alla predazione e comporterebbero una spesa aggiuntiva in termini energetici, limitando in tal modo la crescita netta degli individui più giovani. Si deve considerare anche che non tutte le specie di invertebrati bentonici sarebbero in grado di sopportare rapide oscillazioni di livello. Considerando la massima escursione del livello lacustre ed un tempo ragionevole di 12 ore per la diminuzione di livello (pompaggio), si otterrebbe una diminuzione pari a 3.4 mm/h. La velocità di diminuzione del livello è apparentemente bassa, ma è necessario considerare che l'effettivo spostamento del limite dell'area bagnata è dipendente non solo dalla velocità di diminuzione del livello, ma anche dalla pendenza delle rive. Nel caso in cui il fondo dovesse avere nella fascia sottoriparia una pendenza bassa, la velocità di prosciugamento in termini di metri/ora potrebbe essere significativamente maggiore. Nello Studio di Impatto Ambientale tali aspetti non vengono approfonditi in modo sufficiente, o non vengono per nulla presi in considerazione. Per tale motivo si ritengono insoddisfacenti le previsioni effettuate riguardo agli effetti del progetto sulla fauna acquatica, ittica e non. Bisogna considerare, oltre quanto già detto, che viene prevista una diminuzione della densità del fitoplancton nel lago di Cavazzo. I livelli di fitoplancton sono già talmente bassi da sfavorire chiaramente la comunità planctonica e le specie ittiche ad essa legate. Una ulteriore diminuzione di densità del fitoplancton porterebbe ad un ulteriore, estremo (?) impoverimento dell'ambiente. Le previsioni effettuate riguardo un miglioramento del sistema trofico legato al detrito dovrebbero essere considerate in modo critico. Manca evidentemente una modellizzazione dello stato di fatto ed una simulazione degli effetti del nuovo progetto; le congetture formulate riguardo una maggiore disponibilità di detrito organico, considerato come effetto positivo del progetto, non tengono conto del fatto che il materiale organico particolato fine viene utilizzato esclusivamente da organismi filtratori e raccoglitori, per la cui presenza è necessaria l'esistenza di fasce sottoriparie stabilmente allagate. Non esistono infatti, in ambiente lacustre, specie di filtratori che sopportino l'emersione ciclica come accade per gli organismi del piano medio litorale marino. l materiale organico non sarebbe necessariamente più abbondante rispetto a quello attualmente disponibile, in compenso mancherebbero, a causa delle oscillazioni di livello troppo rapide, gli organismi in grado di utilizzarlo efficacemente ed introdurlo con vantaggio nella rete trofica lacustre. Le previsioni possibili, stanti gli elementi forniti dal proponente il progetto, sono sostanzialmente le seguenti: · maggiore instabilità dell'ambiente acquatico nella fascia sottoriparia · diminuzione degli habitat idonei alla riproduzione dei pesci che utilizzano le idrofite come substrato o rifugi e nursery · aumento della mortalità giovanile delle specie ittiche che utilizzano habitat sottoripari a causa del prosciugamento ciclico giornaliero · diminuzione del plancton disponibile per le specie ittiche planctonofaghe · diminuzione dei macro invertebrati bentonici interessati alla catena trofica del detrito organico fine nella fascia sottoriparia e conseguente minore disponibilità trofica per tutti gli altri organismi Si ritiene che le popolazioni ittiche più svantaggiate saranno quelle di · Perca fluviatilis (persico reale) · Tinca tinca (tinca) · Cyprinus carpio (carpa) · Alburnus alborella (alborella) · Gasterosteus aculeatus (spinarello) Allo stesso modo verranno privati di habitat idonei alla riproduzione i Salmonidi, che utilizzano parte delle fasce sottoriparie per la deposizione delle uova. Vale la pena osservare infine che sotto il profilo energetico il progetto risulta essere del tutto sfavorevole, dato che l'energia impiegata per pompare di notte l'acqua dal Lago di Cavazzo a quello di Verzegnis è maggiore rispetto a quella che verrebbe trasformata in energia elettrica alimentando con lo stesso volume d'acqua le turbine della centrale di Somplago. Il progetto presenta quindi effetti negativi sia dal punto di vista ambientale che energetico e non può essere approvato, per quanto di competenza, dall’Ente Tutela Pesca del Friuli Venezia Giulia.
il direttore dell’Ente dr Emilio Gottardo
Udine, 17.06.2009
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