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Comunicati
01/03/2010
ATO = Provincia? Che il Signore ce ne scampi e liberi

Venerdì scorso la Provincia di Udine non ha partecipato all’ Assemblea dell’ ATO Centrale Friuli in polemica con la mancata assegnazione all’ Ente provinciale del governo territoriale delle acque.
A giustificazione delle sue posizioni il presidente Fontanini ha snocciolato tutta una serie di dati relativi ai costi di gestione dell’ Autorità d’ Ambito.
Posizione rispettabile la sua, ma assolutamente non condivisibile. E’ sufficiente analizzare le indennità di 1 Presidente, 9 assessori e dei 25 consiglieri della Provincia, confrontati con la bassa qualità dei servizi che l’ Ente Provincia oggi dà ai cittadini contribuenti per contraddirlo. Se poi vogliamo aggiungerci anche il rapporto costi/benefici delle società partecipate dalla Provincia il confronto diventa impietoso.
La questione per noi del Front Furlan andrebbe vista sotto un altra ottica, che è quella della riforma complessiva degli enti locali.
Sulla Province in generale ci siamo già espressi più volte, raccogliendo anche firme per la loro abolizione. Gli ATO invece hanno un certo significato, in quanto sono rappresentati direttamente dai Sindaci che non chiedono soldi per partecipare alle assemblee e rispondono direttamente alle proprie comunità. Inoltre, a differenza della Provincia, negli ATO le imposizioni delle segreterie di partito vengono ammortizzate e diluite dalla complessità degli interessi del territorio.
Non è accettabile invece che ogni Sindaco si trovi a doversi a riferire ad ambiti territoriali ogni volta differenti a seconda che debba avere a che fare con acqua, rifiuti, comunità montana, associazione intercomunale e chi più ne ha più ne metta.
Occorre porre mano a questa forma di isteria istituzionale senza arrivare a derive autoritarie.
Deve essere rispettata l’ autonomia degli Enti Locali favorendone l’ aggregazione delle funzioni su base contrattuale e reversibile, introducendo una forma di concorrenza tra gli enti stessi.
Chi offrirà i servizi migliori sarà premiato dai propri contribuenti e avrà richiesta spontanea di aggregazione dai comuni limitrofi, senza ricorrere alla leva delle sovvenzioni pubbliche. Di conseguenza gli altri saranno costretti ad allinearsi per forza di cose. Così funziona il vero federalismo.



 

  
 
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