Mozione inviata a tutti i Consigli Comunali del Friuli ed agli organi di comunicazione
Il 09 Settembre 2009 il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge, il cui l’Art. 15 (che ha modificato l’Art. 23bis) muove passi ancor più decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici, prevedendo: - l’affidamento della gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o, in alternativa a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%; - la cessazione degli affidamenti “in house” a società totalmente pubblica, controllate dai comuni (in essere alla data del 22 agosto 2008) alla data del 31 dicembre 2011. Se convertito in legge, il DL 135/09, sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto. In poche parole questo significherà la fine delle gestioni attraverso SPA in house e della partecipazione maggioritaria degli enti locali nelle SPA quotate in borsa. Sarebbe la vittoria del mercato, della merce, del profitto. Cosa resterà di pubblico nei nostri Comuni? Oggi l’acqua è il bene supremo che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’incremento demografico. Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta politica gravissima che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese. Per questi motivi abbiamo ritenuto di inoltrarVi l’ allegata mozione chiedendo la Vostra opposizione al disegno di privatizzazione di uno dei beni più diffusi e più preziosi che ancora ci rimangono in Friuli.
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