Il 4 Febbraio scorso, col minor clamore possibile e con l’ unanimità dei Consiglieri, la Regione ha approvato la Legge n. 5/10 di valorizzazione dei dialetti di origine veneta. Lo strano silenzio ed il raro consenso bipartisan con cui è passato questo provvedimento legislativo stridono con le polemiche che sono state sollevate anche recentemente ogniqualvolta si è parlato di dare attuazione alla tutela della minoranza linguistica friulana. Il fatto che tra i relatori di maggioranza ci fossero i più acerrimi censori di ogni iniziativa pro-friuano, unito alla formulazione di un articolato costruito apposta per ingenerare strumentalizzazioni sull’ applicazione territoriale e sulle finalità da raggiungere, ci induce a pensare che questa Legge più che tutelare intenda sabotare ogni politica di valorizzazione linguistica. Gli ultimi mesi sono trascorsi sotto un incessante bombardamento stampa, pilotato dai soliti registi politici, contro ogni centesimo che lo Stato e la Regione spendono per l’ applicazione di una tutela riconosciuta dalla Costituzione e dallo Statuto Speciale per il ladino friulano. Ebbene, le identiche persone che negano i finanziamenti alla lingua usata o compresa da più di metà della popolazione regionale, ora vogliono usare gli stessi fondi per valorizzare anche l’ istroveneto ed il dalmatico! Le medesime parti politiche che hanno spinto affinchè il Governo impugnasse la L.R. 29/07 davanti alla Corte Costituzionale, oggi hanno voluto promulgare una Legge che ...
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